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Il riscatto dopo la bonifica


Pubblico la replica a quanto dichiarato da Gino Lauriola su manfredonia.net e la Gazzetta del Mezzogiorno.
Continuiamo a guardare alla bonifica dell’ex Enichem come un’opportunità di riscatto e rilancio dell’economia locale”. È questa la convinzione di Isola5, espressa dal suo presidente Luca Marchesani e ribadita in seguito alle dichiarazioni rilasciate venerdì scorso dal segretario generale della Filcem Cgil, Gino Lauriola.
Isola5 crede che pensare all’ex area Enichem come ideale per l’insediamento di nuove attività industriali è anacronistico: la città dista dai quei terreni ormai poche centinaia di metri, senza contare i flussi di persone e merci creati dall’insediamento di un centro commerciale in quella zona e dai nuovi stabilimenti balneari e turistici che sono sorti nelle aree adiacenti”.
Condizioni, queste, che dovrebbero spingere ad immaginare una nuova destinazione d’uso per quei terreni.
Quello che ci chiediamo – continua Luca Marchesani – è se sia ancora attuale riproporre come soluzione per il rilancio dell’area lo sviluppo di attività produttive tradizionali, già colpite duramente dall’attuale crisi economica. Quello che proponiamo da tre anni a questa parte è, invece, un forte investimento in attività culturali e innovative, per trasformare quello che è stato uno tra i disastri ambientali e industriali più drammatici della storia industriale italiana, nel simbolo di un riscatto ambientale e culturale per la nostra terra”.
È da queste premesse che nasce la proposta di preservare alcuni manufatti dell’ex Enichem per trasformarli in simboli di archeologia industriale. “La storia non si deve cancellare – conclude il presidente di Isola5 – e non sarà certo l’abbattimento e lo smantellamento di tutta l’area Enichem a farlo. Al contrario la storia insegna a non ripetere gli sbagli del passato. È a questo scopo che nascono i monumenti di archeologia industriale e crediamo che Manfredonia ne meriti uno: per ricordare i tanti che hanno perso la vita sul lavoro oppure a causa di esso e, al tempo stesso, per dare vita ad attività produttive innovative in grado di dare lavoro e occupazione a quei tanti giovani laureati che a Manfredonia non riescono a valorizzare i propri studi e la propria professionalità”.

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