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Archivio della Categoria 'isola5'

Un giorno da non dimenticare. Dopo trentatrè anni

domenica 27 settembre 2009
cartello

Per noi tutto è iniziato 3 anni fa. Il 26 settembre del 2006, quando Isola5 era appena nata e la curiosità di chi in quel momento ci circondava fece di "Fra fuoco e fiamme" il primo, e per ora unico, momento di riflessione partecipata sul dopo Enichem e sul futuro di quell'area.

Per Manfredonia tutto, o quasi, è iniziato 33 anni fa. Il 26 settembre del 1976, quando, mentre chi scrive e tanti altri ragazzi che hanno preso parte all'evento di tre anni fa ancora non esistevano, una nube formata da tonnellate di anidride arseniosa si levava dall'Isola5 dell'Enichem.

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Isola5 ricorda queste due date, ci prova da tre anni, attraverso manifestazioni e articoli sui giornali, perché siamo convinti, come lo eravamo tre anni fa, che il passato non si cancella, come non si cancella l'inquinamento provocato dal petrolchimico e che dai nostri errori si può imparare, non semplicemente smantellando un simbolo del passato, ma investendo strategicamente nell'area dell'ex Enichem per preservarla da nuovi rischi e trasformarla nel simbolo della rinascita del nostro territorio.

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Come fare tutto questo?

Con l'aiuto delle istituzioni, delle associazioni e dei privati che vorranno credere nelle potenzialità del nostro territorio.

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Luca ieri mi scriveva tramite email: "Sono in corso le operazioni di bonifica dell'isola 14, rimuovono terreno contaminato da arsenico e lo portano via nei fusti. Come al solito se ne dicono di tutti i colori, addirittura qualcuno sostiene che siano stati ritrovati dei fusti nei pressi della spiaggia Paradiso. Pare che i fanghi presenti nell'isola 14 siano altamente tossici, ragion per cui hanno imposto una procedura speciale per evitare che le polveri di arsenico ed altri contaminanti si disperdano nell'ambiente. In pratica, se ho capito bene, hanno coperto tutto con un grande telone da circo e lavorano in sovrapressione, portando poi i fusti in un piazzale per caricarli su camion diretti - dicono - verso la Germania.

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Che Dio ce la mandi buona!".

Come dicevo prima, con il proprio passato ognuno di noi deve fare i propri conti, non può voltargli le spalle. Il momento è quello giusto per prendersi una rivincita.

Se volete unirvi a noi sapete come contattarci, dall'info@isola5.it alla nostra pagina fan su facebook fino ai nostri telefoni, per chi ha già i nostri numeri.

Workshop: Il Golfo di Manfredonia Porta del Gargano. Dal porto vecchio al molo industriale.

venerdì 11 settembre 2009
foto roma 09 001 Lodevole iniziativa dell' amministrazione comunale, la quale ha invitato alcune facoltà di architettura italiane e straniere a riflettere sul waterfront di Manfredonia. Mercoledi mattina sono arrivati nella nostra città una quarantina di studenti ed una manciata di professori di architettura dalle facolta di mezza europa e divisi in gruppi stanno lavorando nell'ex-ospedale Orsini, sede dell'università di Manfredonia. Il tema è molto interessante e con Alessandro, Francesco e Carlo abbiamo seguito i lavori sin dal primo giorno ed abbiamo cosi potuto constatare che i ragazzi ed i professori avevano avuto notizie sommarie dell'area del porto industriale e dell' ex-enichem. Eppure alcuni ragazzi riconoscevano nelle torri dell'enichem "elementi  caratterizzanti  lo skyline ed il  fronte-mare della città". Abbiamo così chiesto ai professori che stanno guidando il workshop di poter parlare ai ragazzi del "progetto Isola5" e ieri pomeriggio abbiamo raccontato ai ragazzi ed ai professori la storia di quelle aree e le nostre proposte in merito. convegno architettura manfredonia presentazione progetto isola5 Abbiamo lasciato un po di materiale ai ragazzi. Foto dell'area, un pò di notizie storiche e così via. Non è escluso che Domenica, quando ci sarà la presentazione al pubblico degli elaborati di progetto, potremmo avere qualche sorpresa.
programma definitivo
locandina dell'evento
elenco dei partecipanti
informazioni
http://www.magisarch5ue.unina.it/news.htm#convegni

Enichem, le due torri che vanno giù

martedì 8 settembre 2009
Se il post precedente voleva raccontare la demolizione delle due torri dell'Enichem di Manfredonia dall'ottica del balcone di casa o da quella del finestrino dell'auto, ecco che questa video-testimonianza ci riporta al meno poetico e più meccanico movimento delle gru.



A riprendere quel pezzo di petrochimico il blog Manfredonia Foto che il 27 di agosto pubblicava questo post.



Mi permetto di archiviare il tutto anche sul blog di Isola5, immagini che raccontano un passato da rimuovere, senza ancora sapere bene cosa ne sarà del domani.

Addio torri

venerdì 7 agosto 2009
Enichem di Manfredonia

Cadono giù, come pezzi di storia in frantumi.

È finalmente arrivato, per le torri dell'Enichem di Manfredonia, il momento di dire addio a quel panorama che per più di trent'anni hanno dominato dall'alto.

Cadono giù, accompagnate da folate di polvere e amianto e anche in questo sono plateali e spettrali, così come lo erano quando tutto l'impianto era in funzione ed i suoi pennacchi fumanti.

C'è chi è contento, perché finalmente Manfredonia e Monte Sant'Angelo potranno godere di un panorama sgombro dal passato.

C'è chi, invece, le guarda con nostalgia, simbolo ormai affossato di un progresso promesso, di una prosperità annunciata che non è mai diventata realtà.

Io le guardo dal mio balcone con il cuore ancora pieno di speranza.

La speranza che non si dimentichi e non si cancelli il nostro passato.

La speranza che la sofferenza e la morte di tante persone non siano state vane.

La speranza che tutti abbiano imparato dagli errori del passato.

E accanto a queste speranze una consapevolezza: in quell'area non c'è posto per nuovi ecomostri. Non c'è spazio per nuove e ardite imprese industriali pronte a tramutarsi in fallimenti e in disastri ecologici.

Al contrario, si spera, che da quei luoghi, come più volte Isola5 ha ripetuto, parta la rivincita del nostro territorio.

Un rivincita che inizia con la riconquista di quello stupendo angolo di costa e passa attraverso il riutilizzo di quegli spazi industriali per attività innovative, a basso impatto ambientale e sostenibili.

L’elaborazione del lutto, ovvero, come sopravvivere alle catastrofi

lunedì 6 luglio 2009


Curiose analogie mi spingono a riportare sul nostro blog alcune considerazioni fatte da Marco Paolini sulle pagine de ilVenerdì di Repubblica del 3 luglio. L'attore di teatro civile, che promuove il suo Racconto per Ustica messo in scena nel 2000 in occasione del ventennale della strage e pubblicato ora da Einaudi in un cofanetto libro-dvd, ha offerto la sua spiegazione al perchè nel nostro Paese la memoria ha le gambe corte .

Quella per la strage di Ustica, appunto, ma anche quella del terremoto di Messina e del Friuli, dell'alluvione di Alessandria, il disastro di Seveso (aggiungerei) e quella più silenziosa, ma che noi conosciamo bene, dell'Enichem di Manfredonia.

"siamo il Paese della futura Eurolandia con il maggior numero di sfighe. Ma come abbiamo fatto a sopravvivere?" - si chiede Paolini. "Non siamo un Paese piano - la sua spiegazione -, con tradizione di nazione, ma piuttosto di localismo, geograficamente difficile, socialmente non compatto, linguisticamente unificato di recente, politicamente ancora legato ai campanili: come fai a sopravvivere a una tale somma di catastrofi? Hai due opzioni, elabori il lutto o lo rimuovi". Tutto molto interessante. E come è accaduto molte volte - e questo è il caso dell'Enichem di Manfredonia - di solito a prevalere è la rimozione, forse perché "la rimozione serve a ritrovare una quotidianeità e un futuro. Nel tempo breve è comprensibile, ma alla lunga, determina l'incapacità di essere adulti. E c'è un altro fatto: quando c'è una nuova disgrazia si rievocano le precedenti in un album nostalgia che mischia le cose risolte e quelle irrisolte".

Per onorare in pieno i bei contenuti di quest'intervista riporto infine quest'ultimo brano.

"Tre elementi caratterizzano una società: l'economia, la politica e la cultura, che non è un panda o il Fondo unico dello spettacolo, ma il sentimento di un popolo. L'arroganza dei poteri economici e politici consiste nel credersi in grado di condurre da soli una società, ma è la cultura che permette di capire ciò che è impagabile, non negoziabile ".

In base a questa ricostruzione psicologica di un "esperto in disastri dimenticati" o "da ricordare" come è Paolini, anche la nostra ridente cittadina non è riuscita ad evitare il disastro (perché non era compatta socialmente, legata a logiche provinciali, guidata da un potere politico ed economico arrogante, che si è creduto in grado di condurre da solo la società, senza curarsi affatto del sapere e dei sentimenti comuni del popolo), ma non è riuscita neppure ad elaborarne il lutto.



Manfredonia non riesce e forse non riuscirà mai a crescere culturalmente (ed economicamente), perché non è riuscita a trarre insegnamento da quel disastro, oltre a correre il rischio di reagire ai nuovi soprusi mischiando sempre le cose risolte e quelle irrisolte.

Solidarietà a Gianni Lannes

sabato 4 luglio 2009
Momenti difficilissimi per chi si batte in favore della libera informazione. Con questo post Isola5 esprime la sua solidarietà a Gianni Lannes, giornalista freelance e direttore del giornale online Terranostra, a cui nella notte tra l'1 e il 2 luglio è stata bruciata la macchina. Come riporta il diaro montanaro, il giornalista è attualmente impegnato in una delicata inchiesta.

Il riscatto dopo la bonifica

sabato 23 maggio 2009
Pubblico la replica a quanto dichiarato da Gino Lauriola su manfredonia.net e la Gazzetta del Mezzogiorno.
Continuiamo a guardare alla bonifica dell’ex Enichem come un’opportunità di riscatto e rilancio dell’economia locale”. È questa la convinzione di Isola5, espressa dal suo presidente Luca Marchesani e ribadita in seguito alle dichiarazioni rilasciate venerdì scorso dal segretario generale della Filcem Cgil, Gino Lauriola.
Isola5 crede che pensare all’ex area Enichem come ideale per l’insediamento di nuove attività industriali è anacronistico: la città dista dai quei terreni ormai poche centinaia di metri, senza contare i flussi di persone e merci creati dall’insediamento di un centro commerciale in quella zona e dai nuovi stabilimenti balneari e turistici che sono sorti nelle aree adiacenti”.
Condizioni, queste, che dovrebbero spingere ad immaginare una nuova destinazione d’uso per quei terreni.
Quello che ci chiediamo – continua Luca Marchesani – è se sia ancora attuale riproporre come soluzione per il rilancio dell’area lo sviluppo di attività produttive tradizionali, già colpite duramente dall’attuale crisi economica. Quello che proponiamo da tre anni a questa parte è, invece, un forte investimento in attività culturali e innovative, per trasformare quello che è stato uno tra i disastri ambientali e industriali più drammatici della storia industriale italiana, nel simbolo di un riscatto ambientale e culturale per la nostra terra”.
È da queste premesse che nasce la proposta di preservare alcuni manufatti dell’ex Enichem per trasformarli in simboli di archeologia industriale. “La storia non si deve cancellare – conclude il presidente di Isola5 – e non sarà certo l’abbattimento e lo smantellamento di tutta l’area Enichem a farlo. Al contrario la storia insegna a non ripetere gli sbagli del passato. È a questo scopo che nascono i monumenti di archeologia industriale e crediamo che Manfredonia ne meriti uno: per ricordare i tanti che hanno perso la vita sul lavoro oppure a causa di esso e, al tempo stesso, per dare vita ad attività produttive innovative in grado di dare lavoro e occupazione a quei tanti giovani laureati che a Manfredonia non riescono a valorizzare i propri studi e la propria professionalità”.

Domenica a Rignano Garganico

sabato 18 aprile 2009
Per gli amici del blog ecco un paio di segnalazioni. La prima è per farvi sapere che domenica 19 aprile, a Rignano Garganico (Fg), c'è la quarta giornata dell'associazionismo attivo garganico. La seconda è per complimentarci con i ragazzi impegnati nel soccorso alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo. Da Manfredonia, come vi avevamo raccontato, è arrivato un forte e concreto messaggio di solidarietà.

Verso il riciclaggio totale dei rifiuti: conferenza del prof. Paul Connett a Manfredonia

giovedì 2 aprile 2009

Gli “Amici di Beppe Grillo” di Capitanata e l’associazione Isola5 presentano la conferenza-dibattito del prof. Paul Connett fissata per venerdì 3 aprile presso l’Auditorium del liceo scientifico “G. Galilei” (via dei mandorli) a Manfredonia alle ore 17.

 

Si torna a parlare di smaltimento di rifiuti e di rispetto dell’ambiente grazie ad un importante conferenza-dibattito organizzata dagli “Amici di Beppe Grillo” di Capitanata e dall’associazione “Isola5” in collaborazione con la ditta ASE, che si occupa dello smaltimento dei rifiuti della città di Manfredonia, e con gli assessorati all’ambiente del Comune e della Provincia.

 

 

Dio ricicla, il diavolo brucia. Alternative ecosostenibili all’incenerimento dei rifiuti”. Questo il titolo dell'incontro per il quale i gruppi locali hanno invitato Paul Connett, Professore emerito di Chimica Ambientale alla St. Lawrence University di New York e fondatore della Rete Mondiale “Rifiuti Zero”.

Laureato all’Università di Cambridge, si è dottorato in chimica al Dartmouth College.

Nel maggio 2006 si è ritirato dall’insegnamento a tempo pieno della chimica che aveva svolto per 23 anni presso la St. Lawrence University (Canton, NY).

Negli ultimi 22 anni le sue ricerche sulla gestione dei rifiuti l’hanno portato in 49 Stati degli Usa e in 50 paesi stranieri, dove Connett ha tenuto oltre 2.000 pubbliche presentazioni.

 

Il Prof. Connett esporrà i notevoli rischi connessi all’impiego degli inceneritori e “occultati” dai responsabili delle scelte in tema di politica ambientale e di smaltimento dei rifiuti. Come l’illustre accademico avrà modo di illustrare, il processo di riciclaggio differenziato per la quasi totalità dei rifiuti prodotti è possibile ed è stato già realizzato in Italia, in zone particolarmente sensibili al tema.

 

All’intervento del Prof. Connett seguirà un dibattito aperto alla partecipazione del pubblico  a cui interverranno, oltre agli organizzatori:

  • il Dr. Salvatore  Onorati, Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Foggia;
  • il Prof. Giuseppe Nicoletti, Preside del CDL di Economia dell’Ambiente e del Territorio, Università di Foggia, sede di Manfredonia;
  • il Dr. Tonino D’Angelo,Presidente Nazionale di Medicina Democratica,
  • il Prof. Massimo Monteleone, docente di Ecologia Agraria ,Università di Foggia.

 

Sono stati invitati a partecipare:

  • il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola,
  • l’Assessore regionale all’Ambiente Michele Losappio,
  • l’Assessore regionale alla Solidarietà Elena Gentile,
  • l’Assessore provinciale all’Ambiente Stefano Pecorella,
  • l’Assessore comunale all’Ambiente Salvatore Zingariello,
  • il Direttore Generale ARPA Puglia Prof. Giorgio Assennato,
  • il Direttore Generale ASL/FG  Dr. Ruggiero Castrignanò,
  • il Sindaco di Manfredonia  Paolo Campo,
  • il Presidente del Parco del Gargano Giandiego Gatta

 

Nel mondo dell’associazionismo sono state molte le adesioni. Dai circoli di Legambiente alle Arci di tutta la provincia, dalla Proloco al M.A.G.(Movimento Artisti del Gargano) sono circa venti le sigle delle associazioni in arrivo a Manfredonia.

 

 

I cittadini e gli organi di informazione sono invitati a partecipare per diffondere una voce autorevole su un tema per il quale è opportuna la massima consapevolezza pubblica per incidere con decisione sulle future scelte in tema di smaltimento di rifiuti sul nostro territorio e non solo.

Non abbattiamo le due torri dell’Enichem

giovedì 29 maggio 2008
Sabato scorso Andrea Pacilli ha ricordato quanto la nostra associazione ripete da tempo: non abbattiamo le due torri dell'Enichem. E' necessario che Manfredonia, la Capitanata, la Puglia non dimentichino quello che l'Enichem ha rappresentato per la nostra storia industriale, affinchè quegli errori non si ripetano (come ha anche sottolineato la 'legge Seveso' adottata dal Consiglio Regionale) e perchè da quegli errori si riparta per un diverso sviluppo economico, industriale, culturale e sociale per il nostro territorio. Invito tutti gli interessati a leggere l'articolo.