L’estate è un momento d'oro per rigenerarsi, riordinare i pensieri, tonificare il fisico e rasserenare la mente. Questa estate sono riuscito anch’io a farlo e la ricetta è stata semplice. Mi è bastato accontentarmi della scogliera di Manfredonia, a pochissimi passi da casa.
E così ho pensato… come si sta bene qui, come è più sana e meno frenetica la vita.
Una considerazione superficiale che non teneva conto di quanto avevo letto qualche mese prima e che così tanto mi aveva sorpreso.
Al Sud si muore male, con questo titolo, su l’Unità, si recensiva il libro di Giovanni Padovani “Il diritto negato”, una prima analisi sullo studio delle disuguaglianze in Italia nell'accesso al bene salute.
"Nella mappa della diseguaglianza una delle direttrici principali è quella tra Nord e Sud [...] nel Mezzogiorno d'Italia, in genere, la vita media è un pò più breve che nel Centro-Nord, ma l'incidenza di molte malattie è decisamente superiore. In pratica, al Sud si vive quasi come al Nord e al Centro (più in Puglia e Calabria che in Campania), ma si vive in condizioni peggiori di salute".
E ancora, nonostante l'Italia sia tra i migliori Paesi al mondo per qualità della vita, il problema è che non per tutti è così: "In molte regioni del Nord, per esempio, negli anni '90 la vita media è aumentata di 3 anni, mentre nel Sud è aumentata solo di 1 anno".
E le disuguaglianze tenderanno a crescere, almeno di questo è convinto l'autore del libro, perchè 'l'equità del nostro sistema sanitario nazionale tende ad erodersi, sia per la diversa gestione che si verifica nelle diverse regioni, sia per una strisciante privatizzazione delle prestazioni".
Si sfata così il mito che a Sud si sta bene. Perchè c'è un cugino che si ammala, perchè non riesci a trovare la giusta assistenza per tua nonna, perchè per qualcuno tutto funziona e per altri no, perché forse dovremmo convincerci che avere il sole e il mare non è la condizione sufficiente a farci vivere meglio.









