Il 29 aprile scorso la Puglia ha "regionalizzato" le tre direttive imposte all’Italia dall’Unione Europea e note come "legge Seveso".
Un provvedimento dovuto nonostante, come ha ricordato l’Assessore Regionale all’Ecologia Michele Losappio, siano ormai passati più di 32 anni dall’incidente che il 26 settembre 1976 provocò la fuoriuscita di tonnellate di anidride arseniosa dallo stabilimento Enichem Agricoltura.
Come a Seveso, anche a Manfredonia i cittadini furono letteralmente colti di sorpresa da un disastro che doveva essere prevenuto.
Furono necessari giorni per capire che dalla fabbrica non era fuoriuscito del semplice fumo e dopo l’incidente alcuni operai furono chiamati a spazzare quella polvere giallastra che si era depositata attorno allo spiazzale dell’Isola5. Senza guanti. Senza mascherina.
Senza legge.
Adesso una normativa esiste e obbliga le industrie a presentare dei dettagliati Piani di emergenza esterni (PEE) e ad informare l’opinione pubblica sugli eventuali rischi dovuti a fuoriuscite e incidenti.
Questa normativa obbligherà a palesare i pericoli reali che corre un territorio come il nostro, martoriato dall’inquinamento ambientale e sul quale pende una condanna della Commissione Europea per "il mancato smaltimento dei rifiuti contenuti in discariche realizzate anche in questo caso dal gruppo ENI-Syndial*".
La stessa normativa obbligherà la Manfredonia Vetro, "industria insalubre di prima categoria", a pubblicare un piano di emergenza, illustrando gli eventuali rischi che la sua attività comporta.
La stessa legge potrà tenerci informati sui livelli di diossina che saranno prodotti a causa del tanto indispensabile termovalorizzatore Marcegaglia.
La stessa legge, infine, dovrà tutelare quei lavoratori che in questi anni saranno incaricati dalla Syndial alle operazioni di bonifica di un’area industriale che arriva a contenere circa 15 mila tonnellate di amianto, oltre al già citato arsenico e chissà cos’altro.
*Dal verbale della 13esima Commissione Senato su "Ambiente, territorio, beni ambientali"










11 maggio 2008 alle 19:54
[...] sulla Gazzetta del Mezzogiorno, si intravedono alcuni spunti scritti qualche giorno prima (il 4 maggio) su questo blog per commentare le nuove garanzie offerte dalla cosiddetta “legge Seveso”. Isola5 [...]