apr 08
Quella appena passata è stata una settimana molto difficile. Quella che è ormai iniziata lo sarà ancor di più.
A pochi giorni dalle elezioni politiche, infatti, si viene a scoprire drammaticamente che il contratto d'area non è tutto rose e fiori come spesso lo si descrive. E se questo non bastasse, si riapre la questione rifiuti, con la conferma che sono ormai vicini i tempi per la realizzazione del termovalorizzatore di Marcegaglia. Ci sono anche delle buone notizie, come quella dell'approvazione di un progetto che propone Manfredonia come distretto del mare, quella di nuovi impianti eolici e della condanna di alcuni esponenti della mafia garganica.
Ma l'amaro resta per gli ultimi 56 operai della Bmp che, dal 30 giugno, perderanno la loro attuale occupazione. Loro hanno reagito con manifestazioni e incontri, fino ad arrivare al blocco dei cancelli e delle merci di venerdì scorso e alla richiesta di un incontro con il Sindaco di Manfredonia, Paolo Campo, oggi. L'azienda, partecipata alla francese Beller, si è insediata nel 1998 nell'area dell'ex Enichem grazie ai fondi della Sovvenzione Unica e produce componenti in alluminio per automobili.
L'estate scorsa la Bmp era giunta ad un accordo con i sindacati che prevedeva la mobilità di 106 unità (in cambio di un incentivo economico agli operai che avrebbero lasciato lo stabilimento), e la definizione di un nuovo piano industriale per il mantenimento in servizio delle restanti unità .
Evidentemente il nuovo piano è arrivato: lasciare tutti a casa e partire per Budapest, portando con sè macchinari pagati con sovvenzioni statali.
Sorte analoga pare si stia profilando anche per un'azienda del Contratto d'Area, la Pull & Pull, in liquidazione dal 2007. Una data non casuale, dal momento che coincide con la scadenza dei 5 anni di finanziamenti intescati dal gruppo Magreb di Quinto di Treviso.
E non se la passano bene gli operai dell'Imar, che chiedono all’azienda di aprire un tavolo di confronto 'per l’integrativo aziendale, scaduta la moratoria di quattro anni prevista dall’accordo tra le parti sociali sulla contrattazione di secondo livello'.
E se sul fronte del lavoro si vivono giorni difficili, l'associazione Ficus Indica è stata in piazza del Popolo sabato e domenica scorsi per parlare della questione dei rifiuti e dell'insediamento nel territorio di Manfredonia del termovalorizzatore Marcegaglia. Un incontro finale ci sarà il 12 aprile a Palazzo dei Celestini.
Ma cosa vogliono sti ggiovani? Quello che sottolinea l'associazione, che già si è battuta per un restauro conservativo del centro storico di Manfredonia, è l'inefficienza e l'antieconomicità del termovalorizzatore. "Si è dimostrato - sostiene l’associazione - che l’energia prodotta dal processo di incenerimento è di gran lunga inferiore a quella necessaria per il funzionamento dell’impianto stesso. Non a caso tutti i progetti di tal fatta si sostengono solamente con i finanziamenti statali (vedi CIP 6)".
La preoccupazione è quanto mai giustificata: la costruzione di un compattatore di cdr è imminente.
Invito chi potrà esserci a partecipare e sostenere l'azione di questa nostra associazione amica perchè ne condivido le affermazioni e le preoccupazioni.









