Cambiare l'attuale gestione dei rifiuti si può, lo abbiamo visto in tutto questo percorso. Per farlo c'è bisogno di una rivoluzione culturale, una coscienza ambientale.
Non un nuovo partito, non un movimento, ma un'abitudine, un modo di fare e di essere. Una sfida di civiltà che deve essere imposta con l'esempio e incentivata con un immediato tornaconto economico e un riscontro pratico (bollette a consumo e strade pulite).
Alleate e non nemiche di questa sfida devono essere le nuove tecnologie che, seppur costose in ricerca, garantiscono migliori risultati e risparmi.
RIFIUTI ZERO significa che sul mercato vengono immessi prodotti esclusivamente biodegradabili e che la plastica, i polimeri sono stati definitivamente sostituiti.
Una coscienza che è già maturata in gran parte del Nord Europa, sta maturando in Italia e deve penetrare anche da noi, perchè si superino gli allarmismi mediatici e ci si preoccupi di non far respirare più quella puzza a nessuno.










14 marzo 2008 alle 11:29
Ciao,
concordo con voi sull’imp. di accrescere una nuova “cultura ecologica” che miri a smuovere le coscienze per rendere noi tutti più “responsabili” delle ns. azioni volte ad un maggior rispetto dell’ambiente al fine di non turbare gli equilibri dell’ecosistema.
PS: seguo con molto interesse la vs attività e condivido i vs. interventi per smuovere le coscienze
14 marzo 2008 alle 20:38
Grazie a te per l’intervento, probabilmente a Pasqua ci sarà un’occasione per rincontrarsi tutti e discutere insieme, appena so qualcosa di più ti aggiorno