Tira una brutta aria a Manfredonia. Il crescente malcontento per l’operato della giunta Campo è sfociato in una protesta di massa. La scintilla è stata l’aumento eccessivo della Tarsu, la tassa sui rifiuti. Accortosi dell’errore, il sindaco ha deciso annullare l’aumento e, per placare la protesta della gente e rispondere alle accuse mosse da giornali e partiti, ha scelto di scusarsi pubblicamente, rilanciare politicamente e smentire gli avversari.
Ma non è questo il punto.
Il punto è che tra le argomentazione un tema centrale è stata proprio l’Enichem.
Forse divago un pò rispetto a ciò che realmente accade, ma sono convinto che il ricorso allo spettro dell’Enichem sia servito a richiamare l’attenzione di una folla distratta e poco disposta ad ascoltare.
Il messaggio è chiaro, o almeno così lo ho interpretato vedendo i tre filmati pubblicati su youtube: se non volete tornare a quei tempi bui continuate a stare con questa amministrazione che dal fango e dalla polvere dell’Enichem vi ha risollevato, grazie al contratto d’area, alle opere pubbliche e a una classe politica rinnovata.
Al contrario il malcontento, seppure in gran parte emotivo e politicizzato, nasce proprio perché inconsapevolmente a Manfredonia si stanno ripetendo gli stessi errori del passato.
Quante analogie riuscite ad individuare tra il contratto d’area e la vicenda Enichem?
La stessa impostazione di partenza: grandi investimenti statali, scelte industriali incoerenti con le risorse e il potenziale locali, ruolo forte della politica, scarsa attenzione alle condizioni ambientali e di lavoro. Alla base di tutto un ricatto occupazionale possibile a causa di tante variabili: sindacati deboli, bisogno, scarsa capacità imprenditoriale e impossibilità economica.
Le differenze ci sono rispetto al passato, le nuove opere pubbliche è vero che ci sono, ma sarebbe bello se il sindaco si impegnasse, negli anni che gli rimangono, a recuperare un po’ di terreno.
Perché l’Enichem sia davvero un ricordo sarebbe fondamentale che, a dodici anni dalla sua chiusura, si prosegua celermente alla bonifica con un occhio particolare alla salute degli operai che seguiranno le operazioni e si gestisca in maniera oculata lo sviluppo futuro di quell'area; che a trentadue anni dalla fuga di arsenico si avvii un’indagine epidemiologica per accertarsi della sicurezza e della salute di tutti i cittadini; che si trasformi la necessità di un lavoro in un’opportunità di carriera e si vigili su quegli industriali che, invece, vedono soldi facili, da prendere e scappare.
Sarebbe un impegno molto forte, impossibile da completare nei pochi anni che restano in questo secondo mandato, improponibile se, come potrebbe accadere, l’esperienza politica di sindaco finisse prima e Paolo Campo, guida locale del PD, decidesse di candidarsi alle elezioni provinciali. A quel punto queste poche righe potrebbero diventare un programma politico per chi lo vorrà adottare. Io che le ho scritte, lo voterei di sicuro. E voi che leggete non siete d’accordo?










17 febbraio 2008 alle 14:42
articolo sintetico chiaro esauriente.desidero sottolineare l’attualità delle argomentazioni e mi auguro che candidati giovani coraggiosi e capaci di raccogliere sfide si propongano alla guida della politica. l’essere,l’ambiente,
e una vita che respiri e possa guardare il cielo si affermino.