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In Italia, ogni anno, si stima che almeno 6.000 tumori sono di origine professionale, ma le denunce all’Inail sono poche centinaia, concentrate soprattutto sui tumori alla plera da amianto. I pochi tumori di altre sedi, soprattutto polmone e vescica, denunciati sono la punta di un iceberg”.
Per mappare i tumori professionali nasce il progetto OCCAM (Occupational Cancer Monitorino), fatto dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro e l’Istituto Nazionale Tumori di Milano.
Ne ha parlato l’inserto Salute di Repubblica, il 24 gennaio scorso, sottolineando come il progetto preveda di collegare le informazioni che le regioni hanno sui ricoveri e quelle dell’Inps. Negli archivi dell’ente previdenziale di stato è anche presente il settore di attività dell’azienda, mentre manca la mansione.
L’ultimo passo sarebbe rivolgersi all’interessato o ai superstiti, senza alcuna violazione della privacy, dal momento che la legge prevede obbligatoriamente la denuncia dei tumori da lavoro.
Questo monitoraggio sarebbe utile anche per la prevenzione, fornendo indicazioni sulle lavorazioni a rischio e promuovendo interventi di modifica della produzione. Il sistema è attivo in Lombardia e presto sarà attivato in Liguria, Marche, Toscana e Umbria.
Solo nella regione lombarda "
su 271 casi di tumore di varie sedi scelti in base alle storie fornite da OCCAM, i servizi territoriali sono stati in grado di identificare nel 2006 ben 102 casi diagnosticati tra il 2004 e il 2005 come professionali".
Sul sito
www.occam.it sono disponibili le metodologie e i risultati, oltre a una raccolta sistematica dei risultati degli studi pubblicati sui tumori professionali.
Registro tumori per la provincia di Foggia e Registro tumori professionale per la Regione Puglia, due atti dovuti per una terra a rischio ambientale.
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