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Lettera aperta al Sindaco di Manfredonia

Egregio Sindaco,

le notizie che si sono rincorse in questi giorni, prima sulla polemica per l’aumento della Tarsu e poi sull’annuncio di un’eventuale riapertura della discarica Pariti2, hanno portato l’Associazione Isola5 ad intervenire nel dibattito pubblico. Per quanto riguarda la riapertura della discarica Pariti2 siamo convinti che Lei potrebbe impedire che ciò avvenga.

Lo potrà fare perché crediamo nella Sua sensibilità al tema dell’ambiente e nella Sua consapevolezza che aprire una discarica, ancora da mettere in sicurezza e da bonificare, significhi aggiungere ad un ecosistema a rischio nuovi elementi di criticità.

A questa convinzione si aggiunge la promessa che Lei più volte ha ripetuto in questi giorni, nel Suo discorso pubblico in Piazza del Popolo e poi nell’ultima seduta di Consiglio Comunale: non si può ripetere la vicenda Enichem.



Crediamo anche noi che quella vicenda non debba più ripetersi e ci fa piacere ricordare che alla chiusura di quello stabilimento contribuì, almeno in parte, una coscienza ambientale che dal disastro dell’Enichem ha trovato la forza per emergere.

Quella stessa coscienza che, il 19 febbraio del 1998, vedeva riconosciuta dalla Corte di Giustizia Europea la violazione del diritto della popolazione ad essere informata sui rischi ambientali corsi fino al 1994 a causa del petrolchimico.



A dieci anni da quella sentenza riteniamo che quel diritto sia ancora da difendere!



La bonifica del sito Enichem va ancora a rilento e con non pochi rischi per la salute degli operai che ci lavorano (già nell’estate del 2006 in alcuni di loro furono trovate tracce di arsenico nelle urine).

Il nostro territorio e la salute dei suoi cittadini sono perennemente minacciati.

A dimostrarlo non sono tanto le nostre argomentazioni, quanto i richiami e le condanne dell’Unione Europea per la bonifica dell’Enichem, per le discariche Pariti1 e Conte di Troia, per il cambio di destinazione d’uso di aree a protezione speciale.



Per far si, invece, che la vicenda Enichem sia davvero un monito, ci auguriamo che si lavori per rispondere a questi richiami e condanne e per trovare vie nuove a problemi vecchi, investendo, ad esempio, nella raccolta differenziata “spinta” e coinvolgendo attivamente il cittadino nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti.

· Perché non stimolare alla differenziata con piccoli sconti ed incentivi?

· Perché non affidare ad una cooperativa sociale la raccolta porta a porta?

Crediamo che nella Sua volontà di non far ripetere la stagione dell’Enichem ci siano anche queste preoccupazioni e assicuriamo un nostro appoggio concreto a quelle politiche che cercheranno di risolvere queste criticità per creare, con la partecipazione di tutti, una più consapevole coscienza ambientale.



Con stima, l’Associazione Isola5




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