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Come cambiare la gestione dei rifiuti 2: la raccolta porta a porta

Raccolta porta a portaI novaresi risparmiano fino al 12% sulla tassa rifiuti grazie alla raccolta differenziata porta a porta. Il Consorzio Intercomunale Priula, che gestisce l'intero ciclo dei rifiuti urbani di 23 comuni della provincia di Treviso (220 mila abitanti), applica una tariffa che è commisurata all’effettiva produzione di rifiuto per ciascuna utenza.

Due esempi, i migliori, per capire cosa significhi costruire un sistema integrato di gestione dei rifiuti.

Non certo la riapertura di una discarica o la costruzione di un termovalorizzatore.

La raccolta porta a porta ‘spinta’ richiede l’impegno di tutti, ma comporta notevoli vantaggi.

Sistemi simili stanno consentendo a grandi e piccole realtà di abbattere la produzione dei rifiuti. A San Francisco puntano ad arrivare all’obiettivo Rifiuti Zero nel 2020, per ora riescono a differenziare il 67% dei rifiuti urbani. A Novara sono al 70%, a Reggio Emilia, nel quartiere 7 si differenziano il 70% dei rifiuti tra porta a porta e isole ecologiche, in provincia di Treviso il 75%, il quartiere Colli Anieni a Roma il 63%.

A Manfredonia la differenziata arriva all’8,28%, mentre continuano ad aumentare i rifiuti prodotti da ogni singolo manfredoniano: erano 437 kili l’anno nel 2003, sono stati 487 nel 2007.

C’è molto da fare, ma i modelli esistono, le buone pratiche non bisogna andarle a cercare. Si inizia dalla carta consumata proprio nelle strutture comunali, a quella pubblicitaria raccolta nei cestini condominiali, vicino la cassetta della posta.

Si inizia con poco, per poi cercare di eliminare il più possibile il cartaceo con una completa informatizzazione dei dati, per poi organizzare, se non da soli, con i Comuni vicini, un consorzio come quello trentino che continua a crescere e a produrre ottimi risultati.




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    4 Commenti a “Come cambiare la gestione dei rifiuti 2: la raccolta porta a porta”

    1. CICALA scrive:

      Grazie Valerio, facciamo capire a tutti che senza la loro partecipazione va tutto a rotoli e bruciandoli non si elimina certo il problema rifiuti.
      Ormai mercegaglia ha praticamente gettato via la maschera,se prima il termovalorizzatore doveva bruciare solo i residui agricoli, oggi è chiaro a tutti che il vero obbiettivo è farlo diventare un INCENERITORE DI RIFIUTI.

    2. CICALA scrive:

      LA LETTERA DI ISOLA5 AL SINDACO CAMPO è STATA PUBBLICATA, AD OGGI, SU 4 GIORNALI LOCALI: “GAZZETTA DI CAPITANATA” (MERCOLEDI 20), “L’ATTACCO” (GIOVEDI 21), “IL QUOTIDIANO DI FOGGIA” (VENERDI 22) ED “IL CORRIERE DEL SUD” (MARTEDI 26).
      AVANTI TUTTA!!!!

    3. apistogramma scrive:

      Volevo far notare che anche a San Giovanni Rotondo da un po’ di tempo si stà effettuando la raccolta differenziata porta a porta, i cittadini hanno reagito bene all’iniziativa, si sente parlare spesso dell’utilità e della convenienza del riciclo di plastica, carta e lattine, che vengono messi in appositi sacchetti dati dal comune e ritirati dall’azienda appaltatrice casa per casa nei giorni prefissati, è stata fatta una campagna di sensibilizzazone dei cittadini e sono stati coinvolti anche i bambini, nelle scuole sono stati distribuiti degli adesivi con dei disegni simpatici che spiegano come e perchè si deve differenziare.

      vi invito a visitare il sito http://www.ecobisanum.it

      per una volta un bell’esempio da San Giovanni Rotondo

    4. Valerio scrive:

      Bene. E’ importantissimo che segnaliate le esperienze anche a noi vicine. Se si fa a San Giovanni Rotondo significa che è davvero possibile creare una rete, apprendere da una realtà che in due anni ha già fatto un’importante esperienza, imparare dagli errori di gestioni e prevedere futuri sviluppi.

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