
Quante e quali voci si sono spese per commentare la decisione dei comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata di ritirarsi da parte civile nel processo contro alcuni ex dirigenti Enichem?
La prima, in ordine di tempo, è stata Forza Italia che ha accusato la giunta di Manfredonia di aver “perpetrato l'ennesimo tradimento, il più grave, ai danni dell'intera popolazione di Manfredonia – e di aver accettato una transazione che – non consente di riconciliarsi con chi ha "violentato" il nostro diritto alla vita ed ad un ambiente sano e pulito, per noi ed i nostri figli”.
Poi è arrivata la nostra proposta: “destinare le isole 2, 5 e 7 dell’area ex Enichem ad uso pubblico, affinché nascano in quell’area attività indispensabili per ricavare dati precisi sulle tipologie di tumori più diffusi sul nostro territorio e sull’incidenza di alcune malattie in relazione all’esposizione all’inquinamento industriale”.
A seguire, la posizione di Bianca Lancia che sottolinea come l’amministrazione “con questa decisione si è ritirata non solo dal processo, ma soprattutto dal patto morale stretto con la città”.
Meno prevedibile il comunicato di Prc che avrebbe avrebbe voluto ”un momento pubblico di confronto sulla questione”.
"Quelli sono soldi sporchi - conclude Legambiente - perchè gettano un'ombra sulle istituzioni che dovrebbero salvaguardare l'interesse collettivo".
Fin qui gli interventi, ma sono troppi gli interpellati che restano silenziosi: non risponde alle accuse il comune di Manfredonia che, evidentemente, ha scelto questa strategia per far dimenticare presto; non dicono nulla i sindacati che, nonostante tutto, immagino restino dalla parte degli operai che hanno perso la vita a causa dell’Enichem; tace la Asl di Foggia2 (Manfredonia), che ogni tanto potrebbe spenderle anche due parole sui casi di tumore riscontrati in città; tacciono i verdi di Manfredonia, movimento per anni in prima fila contro l'Enichem; tacciono il ministero del lavoro e quello per l’ambiente che, si sa, sono impegnati nella lotta contro le morti bianche e per il rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo.
Tacciono tanti cittadini che un tempo si impegnarono in prima fila contro il petrolchimico, entrando anche in conflitto con le ragioni del lavoro, ma che adesso non sembra riconoscano il ruolo di quegli operai.
Tanti silenzi che credo abbiano messo a tacere anche quelle poche voci che si sono levate. Silenzi che hanno ragioni profonde e sulle quali è più che mai necessario indagare.
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